IL CATALOGO ZANOTTA COME STORIA DEL DESIGN

"A molti potrà sembrare esagerato presentare come micromodello di tutta la progettazione del mobile italiano i prodotti di un solo industriale. Tuttavia, se certamente non avrebbe senso pretendere che la produzione della sola Zanotta possa rappresentare tutti i momenti salienti della storia del Design Italiano degli ultimi sassant'anni, bisogna anche prendere atto del fatto che questa storia non si potrebbe scrivere senza fare riferimento ai molti pezzi realizzati dalla Zanotta."

Emilio Ambasz, 1988


Sin dall'inizio Zanotta ha posto le basi strategiche del suo sviluppo sulla qualità, funzionalità, comfort, durata - sia dal punto di vista dei materiali che del design - e innovazione dei prodotti e, caso abbastanza anomalo per un'impresa industriale, sul concetto che era possibile produrre profitto e cultura contemporaneamente.

Tale filosofia si è nel tempo costantemente materializzata attraverso un'intensa attività di ricerca e sperimentazione condotta sia in ambito tecnologico che stilistico.

Questo modo di fare impresa ha permesso a Zanotta di diventare ed essere riconosciuta come uno dei principali protagonisti della storia del Design Italiano e del suo successo in tutto il mondo.

A partire dai primi anni settanta, sempre accanto alla produzione di pezzi innovativi, Zanotta sperimenta una nuova pratica produttiva – che consoliderà poi negli anni – ed inizia ad inserire nel proprio catalogo una serie di "pezzi storici": inediti che non avevano mai raggiunto la produzione industriale di serie perché erano stati progettati come pezzi unici per specifici arredamenti.

Tra questi troviamo gli oggetti disegnati negli anni trenta da: Giuseppe Terragni, Gabriele Mucchi, Piero Bottoni ed altri architetti che, appartenenti al Movimento Razionalista italiano, avevano sperimentato per primi le nuove opportunità progettuali offerte dalla nascente industria del mobile moderno. Tra le altre riedizioni proposte da Zanotta vale la pena citare: i mobili disegnati negli anni quaranta da Carlo Mollino, le sedute Sella e Mezzadro dei fratelli Castiglioni ed il famoso sgabello di Max Bill disegnati negli anni cinquanta, anni che hanno segnato l'inizio del fenomeno "Design Italiano".

Il recupero di questi oggetti ideati da famosi architetti che con il loro operato hanno contribuito all'evoluzione della cultura italiana dell'abitare, ha permesso a Zanotta di costruire un legame di continuità della propria collezione (iniziata nel 1954) con il passato e dare corpo ad un progetto, caro al fondatore dell'azienda, teso a ricostruire all'interno del catalogo Zanotta una microstoria dell'evoluzione del Design moderno nel settore del mobile a partire dagli inizi del novecento fino ai giorni nostri.

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