Alik Cavaliere

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Mobili come sculture, mobili come racconti. Le creazioni a firma di Alik Cavaliere hanno un’impronta inconfondibile nell’arte, come nel design. Centrale il ruolo del decoro: l’intarsio su legno, il metallo fuso, le immagini laccate. L’artista romano che divenne milanese d’adozione (insegnò per 30 anni scultura all’Accademia di Brera dove fu direttore) era un alchimista del design: usava metalli, bronzi, porcellana e vetro; sperimentava smalti, pigmenti rari e persino l’oro.

Ha lavorato sulle tracce della memoria, saldando, fondendo e assemblando. «Ho sempre usato i materiali come un regista, come un trovarobe teatrale, come un narratore di storie e racconti». Tre i pezzi forti di Cavaliere per Zanotta Edizioni: Alicante (Alik-ante), un mobile da camera sulla cui superficie un grande albero incontra (forse si innamora perdutamente di) un fiore; la cassettiera Genesio con maniglie in bronzo che rappresentano il mistero della Genesi; la testiera Geotropa, come un quadro dalla cornice dorata.


(nota: i prodotti Alicante e Geotropa citati nell'articolo non sono più in produzione)