Roberto Barbieri, disegnare best-seller

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Attivo nel campo del design, dell’architettura e della grafica, Roberto Barbieri si è occupato per anni di progettazione e direzione artistica nel settore del mobile. Ha realizzato allestimenti per mostre ed eventi sul design internazionale. Ha collaborato con Zanotta dal 1994, con prodotti che sono diventati dei best seller dell’azienda: dal tavolino Grillo, alle sedie Lia, Lea e Zilli, al tavolo Orione. 

D. “Non è il designer che conta”, disse una volta Aurelio Zanotta, “ è l’oggetto: se l’oggetto è giusto crea il mercato”. Qual è l’oggetto più “giusto” che ha fatto scattare la molla tra il suo lavoro di progettista e l’azienda di Nova? 
R. La prima volta che incontrai Aurelio Zanotta, col progetto di una sedia in legno, fu un momento per me memorabile: discutemmo per ore sul concetto di sedia e su quanto contasse il rapporto tra funzione e design. Il mio nome allora non contava, l’oggetto che portavo un po’ di più, tanto che si iniziò a realizzarne dei prototipi. Quella sedia poi non si fece, ma credo fu proprio da quell'occasione mancata che si stabilì con l’azienda il clima che favorì le successive collaborazioni. Tra i progetti realizzati su mio disegno, considero la sedia Lia l’oggetto giusto che ha creato il mercato. Lega di alluminio pressofuso, che dà un profilo gentile e conferisce leggerezza. E l’imbottitura sottile di poliuretano per schienale e sedile; infine il rivestimento. Lia andò bene al pubblico e ancora oggi se ne vendono migliaia di pezzi. Ricordo la mia ammirazione allora per una sedia che Zanotta stava producendo già da una decina d’anni, la Tonietta di Enzo Mari: la forma desunta dalle storiche Thonet, resa molto moderna dall’alluminio e dalla pelle nera… Anch’essa è ancora in produzione e non smette di avere consensi.

D. Passione, divertimento, ricerca, osservazione degli stili di vita. Cosa conta per un designer che si vuol misurare con nuovi prodotti per la casa contemporanea? 
R. La passione è il motore di tutta la faccenda; certo mi diverto (per lo più) ma è la conseguenza di ciò che è sostanziale e cioè il momento della progettazione e del confronto col gruppo che si occuperà della realizzazione. Lavorare a stretto contatto coi tecnici dell’industria è quello che più mi affascina e stimola. E’ ciò che permette di ottenere una qualità elevata, una maggiore aderenza del prodotto al mercato reale. Che non vuole dire adeguarsi al gusto corrente… Un esempio che mi piace portare a proposito di sinergia tra designer e ufficio tecnico di una buona azienda del mobile è proprio un episodio con Zanotta. Si stava passando alla realizzazione del tavolino Grillo, due anni fa, e dal mio disegno era evidente l’importanza del sostegno centrale, con tre razze come base. Semplice e certo non rivoluzionario, ma ciò che lo ha reso speciale è la tecnica costruttiva: il taglio a getto d’acqua ad alta pressione della lamiera, un metallo di 15 mm che viene tagliato con l’acqua. Un solo gesto quasi scultoreo. E quel sostegno diventa leggiadro e garbato. Sono cose che danno soddisfazione.

D. Tra i progetti che ha in cantiere per Zanotta, c’è un materiale che le piacerebbe fosse inventato a livello industriale? 
R. Come sapete che sogno un materiale di basso costo come la plastica, resistente come l’alluminio, non troppo freddo o troppo caldo come i metalli e producibile con stampi meno costosi di quelli necessari per la plastica a iniezione?   


(intervista a Roberto Barbieri per il magazine online Zanotta Happenings, 2006)


(nota: i prodotti Grillo, Zilli citati nell'articolo non sono più in produzione)